Archivio Autore: GuerrieriRizzardi

Una Corona per KEYA, Bardolino Chiaretto

KEYA 2019, il nostro Bardolino Chiaretto Classico 2019, è stato insignito di UNA CORONA (una corona), il livello più alto di norma assegnato da una delle più grandi ed importanti guide enologiche italiane, Vinibuoni d’Italia.

Nonostante tutto, è stato un anno molto importante per il nostro nuovo rosato e ricevere un’altra importante affermazione per la qualità di KEYA è un grande piacere per tutti noi di Guerrieri Rizzardi.

Quest’ultimo premio arriva sulla scia della selezione di KEYA fra i migliori 100 vini rosati italiani di Slow Wine, con 94 punti per Falstaff e 91 punti per Vinous ed ora è il nostro vino non rosso più premiato di sempre.

I Migliori 100 Vini Rosa d’Italia

I Migliori 100 Vini Rosa d’Italia

Ulteriore importante riconoscimento per KEYA, il nostro Bardolino DOC Chiaretto Classico, conferito stavolta dalla stimata guida del vino Slow Wine. Siamo particolarmente felici di annunciare che KEYA si sia aggiudicato un posto tra i Migliori 100 Vini Rosa d’Italia di Slow Wine.

Citazione dalla guida:

‘Nascono così vini che sono sincera espressione dei territori da cui provengono, come ci dimostra questo Bardolino Chiaretto, intenso nei sentori di rosa, di erbe aromatiche e di piccoli frutti rossi, fresco e agile al palato, con un buon ritorno di sottili note speziate’

 

Salute!

 

Celebriamo le DIECI ANNATE di CLOS ROARETI con un’etichetta disegnata da JACOB HASHIMOTO

Il nome “Clos Roareti” riunisce due elementi: “clos”, che nei paesi mediterranei è un vigneto cintato da mura, e “Roareti”, versione dialettale di Rovereti, il nome della tenuta acquistata dai Rizzardi nel 1810. Esprime anche le due anime complementari del vino: il terroir locale di Negrar in Valpolicella e l’uva internazionale, il merlot.

Per il 2017, la decima annata prodotta di questo Merlot in purezza (13.333 bottiglie numerate), abbiamo scelto di affidare a Jacob Hashimoto, amico di Giuseppe Rizzardi, la creazione di un’etichetta speciale per interpretare il vino, la sua terra e la sua storia.

Hashimoto, classe 1973, è un artista americano contemporaneo di fama internazionale. Ha esposto in molti musei tra Europa, Asia e America ed è rappresentato in Italia dallo Studio la Città dal 1998.

Jacob: “In etichetta l’immagine centrale dell’aquilone è un’astrazione dell’uva: i 10 acini rappresentano le 10 annate, periodo in cui Giuseppe Rizzardi, ideatore del Clos Roareti, ha accompagnato lo svolgimento di queste dieci vendemmie. La griglia di sfondo è un’illustrazione dei primi 14 numeri della famosa sequenza di Fibonacci, sequenza che vediamo in tutto il mondo naturale che ci circonda. L’etichetta è caos, chimica e controllo”.

The Heartbeat of Irreducible Curves by Jacob Hashimoto (per gentile concessione di Studio la Città, Verona – foto di Michele Sereni)

Rappresentare un vino in un’immagine è impossibile, e qui Hashimoto si impegna non a rappresentare la vendemmia, ma un insieme di fattori: il lavoro annuale, la ripetizione, il calcolo e l’inevitabile trasformazione del produttore Giuseppe Rizzardi dell’uva in vino, sintesi di relazione complessa con la terra.

KEYA – La Chiave del Bardolino Chiaretto

In condizioni di vita normali, molti nostri clienti avrebbero già potuto assaggiare il nostro nuovo rosé, KEYA 2019, nei ristoranti e nelle enoteche.  Importatori e giornalisti lo avrebbero potuto degustare in occasione di eventi quali Prowein, Vinitaly e l’Anteprima del Chiaretto. Il mondo è cambiato, ma, nonostante questo, l’arrivo della primavera e le prospettive dell’estate ci danno speranza per guardare al futuro.

Il vino: KEY-A è un gioco di sillabe: “Chi-a-ret-to” pronunciato “Chi – a”.

Il nome indica anche ciò che rappresenta il vino, perché riteniamo che la vera forza della zona viticola del Bardolino sia nella produzione di vini rosati di livello mondiale, la chiave del successo della nostra denominazione. Fattori quali la posizione vicino al lago di Garda, il clima mite, i terreni sciolti e leggeri e la personalità delle uve Corvina e Rondinella, sono la ricetta ideale per questo grande vino rosato che, insieme al Bardolino rosso, sono la massima espressione enoica di queste terre.

KEYA nasce come rosato e non come sottoprodotto del Bardolino rosso. E’ un lavoro fatto su misura: vigneti dedicati, dove raccogliamo le uve in anticipo per preservarne freschezza e vitalità. Dopo una breve e soffice pressatura fondamentali per raggiungere il colore e l’intensità volute, il mosto fermenta a basse temperature in vasche d’acciaio inossidabile: anche in questa fase, si cerca di preservare la freschezza e la purezza degli aromi. Il vino è un rosato dal colore delicato ma ricco di personalità, ottimo da gustare fresco, da solo o in abbinamento a  molti piatti, come antipasti freddi, crostacei, insalate e piatti speziati.

L’etichetta: L’osella raffigurata in etichetta si ricollega a Venezia e veniva data in dono dal Doge della Repubblica Veneta ai dignitari che visitavano lo stato. Questa rara e particolare moneta risale all’epoca del Doge Loredan ed è in etichetta (insieme al corno dogale) in omaggio alla Contessa Maria Cristina Loredan, madre dei quattro fratelli Rizzardi. Il design celebra il contributo della Contessa alla storia del Bardolino ed è di auspicio a questo vino come CHIAVE del successo della denominazione: non a caso l’etichetta ha la forma di una porta verso il futuro…

 

 

 

 


Splendida recensione per Doctor Wine

 

Per l’Amarone, ne citerò solo alcuni, a mio avviso in splendida forma l’Amarone Classico 2011 di Guerrieri Rizzardi,” di Sissi Baratella 17/03/20

Amarone della Valpolicella Classico Villa Rizzardi 2011 Guerrieri Rizzardi

93/100

Da uve corvina 43%, corvinone 31%, rondinella 16% e barbera. Matura per 12 mesi in barrique e 24 mesi in botte da 25hl. Rubino intenso. Al naso profumi di miele e fiori appassiti. Il sorso ricorda aroma di violetta e mora. Finale teso e fresco, ottima lunghezza.

Primavera nei vigneti

La natura non si ferma e, quindi, nemmeno noi: approfittando del bel tempo, siamo impegnati nelle operazioni in verde primaverili sulle viti.

Nel Bardolino, tra i vigneti di Bardolino e Cavaion, siamo stati impegnati nella scacchiatura, nell’eliminazione dei doppi germogli, nel diradamento dei germogli e nella pulizia delle teste di potatura.

La scacchiatura consiste nell’eliminare dal tralcio di rinnovo sulla vite, i germogli quelli infruttiferi in eccesso. Se evitassimo questo intervento, i germogli lasciati sulla vite assorbirebbero acqua e minerali vitali per la crescita e ciò influenzerebbe negativamente la qualità della vendemmia.

Il diradamento dei germogli consiste nell’eliminare i germogli in eccesso, in alcuni vigneti, in base alle tabelle produttive definite vigneto per vigneto.

 


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